Madrid 11/4

La mattina dell’11 marzo 2004, la Spagna é stata colpita dal piú grave attentato terroristico di cui l’Europa sia mai stata vittima dopo quello di Lockerbie del 1988: una serie di esplosioni nel cuore di Madrid é costata la vita a 191 persone e ne ha ferite piú di 1500.

Il gruppo terroristico di Al-Qaida ha successivamente rivendicato gli attentati di Madrid, affermando di averli commessi in risposta alla partecipazione della Spagna nella guerra all’Iraq. In un primo tempo tuttavia, il governo dell’epoca aveva puntato l’indice sull’organizzazione basca ETA.

Gli attacchi di Madrid

La mattina del 3 marzo 2004, la Spagna ha subito il peggiore attacco terrorista in Europa dagli attentati di Lockerbie del 1988. Una serie di esplosioni nella città di Madrid ha ucciso 191 persone, ferendone più di 1.500. 13 ordigni esplosivi sono stati nascosti in zaini sui treni per pendolari diretti nelle zone operaie della città, gremiti di persone che si dirigevano ai posti di lavoro: la maggior parte dei passeggeri erano persone che si recavano in ufficio o in fabbrica o che stavano accompagnando i figli a scuola.
Non è stato dato alcun avvertimento e si ritiene che le bombe siano state fatte esplodere utilizzando un comando a distanza collegato a telefoni cellulari. La prima esplosione ha sventrato un treno alla stazione di Atocha alle 07.40 ed è stata seguita immediatamente da esplosioni a El Pozo e a Santa Eugenia. In tutto dieci bombe sono state fatte detonare a minuti l’una dall’altra durante l’ora di punta della mattina. Solo a El Pozo le due bombe che hanno distrutto un treno a due piani hanno fatto 67 vittime . Dopo le esplosioni, la Polizia spagnola ha dovuto portare a termine l’esplosione controllata di altri tre ordigni che non erano esplosi.

La forza delle esplosioni è stata tale da impedire l’identificazione di molti corpi. Le stazioni e i binari erano cosparsi di macerie, parti di corpi ed effetti personali e i vigili del fuoco hanno faticato a liberare i passeggeri feriti dalle lamiere contorte dei vagoni. I servizi medici di Madrid hanno fatto tutto il possibile per fare fronte al numero di feriti trasportati agli ospedali di zona da un flusso continuo di ambulanze. Centinaia di persone si sono messe in fila fuori dagli ospedali per donare sangue al fine di aiutare i passeggeri feriti negli attentati.

Le famiglie hanno dovuto attendere con ansia l’affissione degli elenchi di morti e feriti fuori dagli ospedali. Nel corso della giornata, la morte di alcuni sopravvissuti a causa delle ferite riportate ha fatto salire il bilancio delle vittime. La più giovane vittima è stata una bambina di sette mesi, morta sul tavolo operatorio nonostante gli sforzi disperati dei medici.
Il Primo Ministro spagnolo, José María Aznar, ha commentato: “L’11 marzo è entrato nella storia dell’infamia.”

Perché Madrid?

Nel 2003, il Primo Ministro Aznar spagnolo fu un sostenitore dell’invasione americana dell’Iraq: in quell’occasione, inviò 1.300 soldati in Iraq per unirsi alle forze d’occupazione. Si ritiene che gli attacchi di Madrid siano stati eseguiti da al-Qaeda in risposta al coinvolgimento della Spagna nel conflitto iracheno.

Originariamente, si era creduto che gli attentati di Madrid fossero stati da attribuirsi al gruppo separatista basco Eta, in quanto si sono verificati qualche giorno prima delle elezioni generali spagnole. Secondo alcuni, l’Eta avrebbe voluto causare un capovolgimento del risultato elettorale. Altri invece ritenevano che la mancanza di preavviso e la natura dell’attacco non avessero corrisposto al modus operandi finora adottato dall’Eta.

Infatti, le esplosioni si sono verificate nei distretti operai della città e sono state sincronizzate in modo tale da verificarsi in maniera simultanea causando il maggio numero di vittime civili, diversamente da quanto è accaduto in precedenti attacchi da parte dei separatisti baschi. L’entità degli attentati è stata inoltre molto maggiore rispetto a qualsiasi attacco mai perpetrato dall’Eta.

Gli attacchi di Madrid si sono verificati 911 giorni dopo gli attentati al World Trade Centre di New York. Gli indizi trovati hanno gettato i sospetti su terroristi islamici collegati ad al-Qaeda. Il 4 marzo 2004, vicino ad una moschea di Madrid, è stato trovato un video in cui un uomo che sosteneva di essere il portavoce militare di al-Qaeda in Europa, ha detto che gli attentati di Madrid sarebbero stati una vendetta per “…la collaborazione con criminali quali Bush e i suoi alleati.”

Nel corso delle settimane successive, sono stati arrestati in Spagna degli individui sospettati di collegamenti a terroristi islamici; le autorità spagnole hanno inoltre richiesto un mandato d’arresto internazionale per dieci persone sospette situate in altri paesi.

Nelle elezioni tenutesi tre giorni dopo gli attentati, Aznar e il suo Partito Popolare hanno subito una sconfitta da parte del Partito Socialista. Subito dopo il nuovo Primo Ministro, José Luis Rodríguez Zapatero, ha annunciato l’intenzione di ritirare le truppe spagnole dall’Iraq, decisione appoggiata da molti spagnoli che si erano originariamente opposti al coinvolgimento nel conflitto del loro paese.

La Spagna dopo il massacro

Tutta la nazione si è unita nel dolore dopo il massacro di Madrid. Gli edifici della capitale spagnola sono stati parati a lutto e a mezzogiorno del 12 marzo, é stato osservato un periodo di silenzio. La sera invece, cinque milioni di persone hanno marciato per le vie delle città per dimostrare l’opposizione al terrorismo. Gli spagnoli sono rimasti inorriditi ed arrabbiati per quanto è accaduto e molti si sono rifiutati di credere che l’Eta fosse in grado di perpetrare tale atrocità nei confronti della popolazione spagnola, ritenendo invece che la colpa fosse dei terroristi islamici.

La maggior parte degli spagnoli si era dichiarata contraria al coinvolgimento del loro paese nella guerra d’Iraq e secondo il parere di molti, la colpa di quanto era accaduto a Madrid sarebbe stata del Primo Ministro e del suo governo. A dimostrazione di ciò, nelle elezioni tenutesi a soli due giorni dagli attacchi, la stragrande maggioranza dei voti è andata ai socialisti, i quali si erano dichiarati contrari alla guerra.

Quelli di Madrid sono stati gli attacchi terroristici più efferati mai sofferti dalla Spagna, sebbene il paese non fosse per nulla estraneo alle attività terroristiche. Per oltre 30 anni, l’Eta ha commesso attacchi mirando ad obiettivi politici ed ufficiali e volgendo recentemente l’attenzione anche all’industria del turismo, che in Spagna impiega circa mezzo milione di persone ed incide per il 5,5% sull’economia nazionale. Se il turismo dovesse soffrire a causa di ulteriori attività terroristiche, gli effetti sulla stabilità finanziaria della nazione sarebbero devastanti. Tuttavia, i visitatori non sembrano esser stati scoraggiati né dall’Eta né dagli attacchi di Madrid.

Secondo il Consiglio Globale sull’Industria dei Viaggi e del Turismo tenutosi nel maggio 2004, l’industria turistica spagnola è in piena salute. È stato infatti riportato un aumento di visitatori del 4% circa e sebbene gli attentati abbiano inciso su alcune attività in alcune delle piú popolari destinazioni turistiche, nel periodo immediatamente successivo agli attentati, la situazione è tornata alla normalità.

La Spagna ha espresso il proprio lutto attraverso un gran senso di tristezza e rabbia. Il paese ha tuttavia rifiutato di soccombere al terrorismo del porno gratis, dimostrando grande solidarietà e determinazione nel continuare a condurre una vita normale.

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