Una firma contro il traffico degli esseri umani

E’ stato lanciato, in occasione del Campo di formazione di Savignano sul Panaro del luglio 2004, un appello alle forze politiche affinchè l’Italia ratifichi al più presto la Convenzione contro la criminalità organizzata transnazionale e di due protocolli collegati contro il traffico degli esseri umani, presentati a Palermo nel dicembre del 2000.
Questo il testo dell’appello.

Una firma contro il traffico di esseri umani L’Italia è stata per molto tempo un paese di emigrazione. Soltanto verso la fine degli anni Ottanta la nostra penisola è diventata anche una terra d’immigrazione e molto spesso un passaggio obbligato per migliaia e migliaia di persone provenienti dal Sud del mondo e dall’Europa dell’Est, costrette a fuggire dai loro paesi a causa di drammatiche condizioni di povertà, guerre e persecuzioni.
Di fronte a questa domanda crescente di emigrazione, i paesi destinatari dei flussi migratori – in particolare quelli dell’Europa occidentale, Italia compresa, gli Stati Uniti e il Canada – hanno approvato leggi che hanno reso sempre più difficile per le persone migrare e soggiornare legalmente in territori diversi dai loro paesi d’origine. Queste leggi, invece di contenere i fenomeni d’immigrazione clandestina, hanno finito per alimentare, di fatto, i traffici di esseri umani, che rappresentano oggi una delle più lucrose attività criminali transnazionali. Lo sfruttamento dell’immigrazione illegale; la riduzione in schiavitù di donne da avviare alla prostituzione; la tratta di bambini, condannati all’accattonaggio o destinati ad alimentare il mercato della pedofilia; la diffusione del caporalato di lavoratori immigrati in edilizia e in agricoltura; persino il traffico illegale di organi consentono alle nuove mafie di accumulare e riciclare ingentissimi capitali.

Nel corso della XIII legislatura, il Parlamento italiano si è occupato dei traffici di esseri umani e delle diverse attività criminali connesse a questo fenomeno, in particolare attraverso il lavoro della Commissione Parlamentare antimafia. Sempre l’Italia è stata scelta dalle Nazioni Unite per la presentazione della Convenzione contro la criminalità organizzata transnazionale e dei due protocolli collegati, uno relativo alla repressione del contrabbando di migranti e l’altro riguardante la tratta degli esseri umani. Con una decisione di grande valore simbolico, quella cerimonia avvenne a Palermo, nel dicembre del 2000.
La Convenzione e i due protocolli allegati sono entrati in vigore, tra il settembre 2003 e il gennaio 2004, grazie alla ratifica avvenuta da parte di oltre 40 Stati firmatari: esattamente 60 Stati per quanto riguarda la Convenzione, 46 per il protocollo contro la tratta di esseri umani e 41 per il Protocollo contro il contrabbando di migranti.

A tutt’oggi l’Italia non figura tra gli Stati che hanno ratificato questi importanti strumenti di lotta alle nuove mafie. Un’assenza paradossale, per la storia del nostro Paese e per il valore politico di quell’evento promosso dalle Nazioni Unite quattro anni fa, a Palermo.
È per queste ragioni che noi sottoscritti chiediamo ai rappresentanti delle forze politiche presenti in Parlamento, ai Presidenti del Senato e della Camera e al Governo un impegno concreto, ciascuno per le proprie competenze e responsabilità, affinchè l’Italia ratifichi quanto prima la Convenzione contro la criminalità organizzata transnazionale e i due protocolli collegati contro il traffico di esseri umani.

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